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IL PARADISO DEGLI ORCHI

All'interno del forum, per questo film:
Il paradiso degli orchi
Titolo originale:Au bonheur des ogres
Dati:Anno: 2013Genere: commedia (colore)
Regia:Nicolas Bary
Cast:Raphaël Personnaz, Bérénice Bejo, Guillaume de Tonquedec, Emir Kusturica, Thierry Neuvic, Mélanie Bernier, Dean Constantin, Marius Yelolo, Bruno Paviot, Alice Pol, Youssef Hajdi, Armande Boulanger, Adrien Ferran, Mathis Bour, Joël Demarty
Note:Tratto dal'omonimo romanzo di Daniel Pennac (1985).
Visite:420
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 8
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/11/13 DAL BENEMERITO CAESARS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/4/18
Uno dei maggiori successi francesi nel campo della narrativa Anni Ottanta, che originò ben sei seguiti, trova infine (quasi trent'anni dopo!) la via cinematografica, ma senza grande gloria (tutt'altro, visti gli infelici incassi al botteghino che hanno bloccato la prevista serie). Trasporre su grande schermo l'ironia e lo stile molto particolari di Pennac (quintali di virgole e parentesi, prosa tutta in prima persona presente) risultava difficile in partenza, e tolti quelli non è che poi restasse molto, di romanzi la cui unica vera idea innovativa riguardava la professione del protagonista, Benjamin Malaussène. Impiegato infatti in un grande centro commerciale parigino ufficialmente come addetto al controllo tecnico, Malaussène ricopre invece l'indispensabile ruolo di "capro espiatorio", ovvero di colui che, richiamato in ufficio reclami quando necessario, si fa strapazzare pubblicamente dal responsabile così da indurre chi intenda far causa per il malfunzionamento grave di un articolo comprato lì a impietosirsi e a rinunciare all'azione legale. Geniale: vedendo un poveruomo minacciato di licenziamento in tronco con la prospettiva di immaginarlo a vivere sotto un ponte quasi tutti tornerebbero sui loro passi, per salvarlo... Fin qui insomma tutto bene: il punto di forza del romanzo viene ovviamente sfruttato fino in fondo. Si circonda poi il protagonista (un Raphaël Personnaz dall'aria un po' troppo insulsa per convincere) della stessa famiglia dei romanzi, costituita da fratellastri e sorellastre nati da una madre snaturata che non si fa mai vedere: la trovata dovrebbe aggiungere simpatia e nel libro lo fa eccome, mostrando quanto l'umorismo di Pennac sia l'arma in più che gli ha permesso di raggiungere negli anni tanti lettori. Nella pellicola ahinoi l'ironia manca invece quasi del tutto, preferendo il regista adagiarsi su un registro quasi favolistico puntando semmai alla tenerezza, ai dolci sorrisi del parentame, alla bellezza e alla spigliatezza tutte francesi di zia Julia (Bejo). Per poi lasciar spazio, come nel libro, all'intreccio giallo (dal quale il film può permettersi di staccarsi nella soluzione così da dar l'impressione di non aver ricalcato in pieno la matrice): chi è il responsabile delle improvvise esplosioni che uccidono sistematicamente gli impiegati del centro? E' connesso il caso alle sparizioni di bambini che erano avvenute nello stesso luogo molti anni prima? Dovendo sintetizzare per limiti di tempo ne è uscita una storia terribilmente raffazzonata, che soprattutto nel finale sembra proprio buttata lì senza un perché, ideale corollario di un riassunto senz'anima di un romanzo nettamente superiore alla sua trasposizione su grande schermo. Attori poco in parte (anche Emir Kusturica reclutato per interpretare Stojil, il sorvegliante notturno, non incide proprio), banalizzati nel disegno, al servizio di dialoghi anonimi; i racconti che Benjamin fa ai fratelli per divertirli modificando ad arte quanto gli accade al lavoro non divertono proprio (e in questo senso i sorrisi dei fratelli sembran proprio forzati) e l'unico personaggio appena centrato è il poliziotto (Yelolo) che conduce le indagini. Per il resto le defaillance sessuali di Malaussène, le pulsioni voyeuristiche dell'addetto alla videosorveglianza, il giovane del pronto soccorso che incontra sempre il protagonista sul luogo del delitto mostrano solo un imbarazzo evidente nella resa umoristica dell'insieme. Ciò che c'è di buono proviene insomma quasi unicamente dalla penna di Pennac.
il DAVINOTTI

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Galbo 4/12/15 5:52 - 10384 commenti

Il signor Malaussène fa il capro espiatorio in un grande magazzino: decisamente originale il personaggio creato da Daniel Pennac, protagonista della trasposizione filmata del primo libro dello scrittore. Gli autori rappresentano bene il microcosmo del personaggio, la sua famiglia allargata e il suo ambiente di lavoro. L'apprezzamento per la realizzazione tecnica non può nascondere però i limiti di una pellicola che tenta di mescolare il thriller alla commedia pop ma che coinvolge raramente così come i suoi attori, mai davvero convincenti.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Daniela 23/3/14 12:27 - 7141 commenti

Tratto dal primo capitolo delle avventure del Sig.Malaussène, capro espiatorio di professione, un film piuttosto simpatico, con un protagonista indovinato e qualche trovata visiva d'effetto, ma troppo legato al testo di partenza di cui rischia di apparire un reader's digest visivo: ho avuto l'impressione che, senza conoscere il romanzo di Pennac, certi passaggi e/o personaggi sarebbero rimasti sospesi nel nulla, per quanto un nulla colorato e bizzarro. Vedibile ed anche godibile, abbassando le aspettative.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il capro viene chiamato a rispondere di fronte ai clienti insoddisfatti.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Caesars 21/11/13 9:04 - 2315 commenti

Impresa non facile trasportare su grande schermo le avventure di Benjamin Malaussène e la sua "tribù", perché i romanzi sono pervasi da uno spirito difficile da rendere al cinema. La cosa viene parzialmente confermata da questo film di Bary, che non accontenterà appieno i fan della pagina stampata ma che comunque diverte col suo ritmo e colori quasi da "cartoon". Raphaël Personnaz impersona degnamente il protagonista (anche se ogni lettore di Pennac l'avrà immaginato diverso) affiancato da Bérénice Bejo, una bellissima zia Julia.
I gusti di Caesars (Drammatico - Horror - Thriller)

Capannelle 28/11/14 17:26 - 3403 commenti

Idea simpatica ma sviluppata con alterni risultati: si esagera con lo stile un po' piacione un po' trendy e anche con alcune trovate oniriche. Lo stesso protagonista, quando gli si dà troppa corda, tende a perdere punti. Gli attori sono comunque ben assortiti, non mancano le situazioni divertenti e c'è una buona qualità sceno/fotografica.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Redeyes 31/12/17 10:04 - 1937 commenti

Immagino la difficoltà per chi non ha mai letto le avventure della tribù di approcciarsi a questa pellicola, che in certi passaggi riesce persino a trasmetterne una certa atmosfera (complice anche un buon cast) ma troppo spesso finisce per dare per scontato che lo spettatore sia precedentemente edotto. Il risultato finale è un buon film, sufficientemente sognante, simpatico ma non tale da invogliare alla lettura di Pennac. A parziale discolpa di questo mezzo fallimento l'oggettiva difficoltà di trasporre i libri.
I gusti di Redeyes (Drammatico - Fantascienza - Thriller)

Saintgifts 8/12/13 19:37 - 4099 commenti

Non ho letto il romanzo e credo che tutti quelli che, come me, hanno visionato il film senza nessuna preparazione, siano rimasti abbastanza sconcertati. Del resto un film, da qualsiasi fonte lo si tragga, deve essere un nuovo prodotto che fa riferimento solo a se stesso, non deve aver bisogno di altri supporti. Va bene il fatto che tutto diventi "chiaro" negli ultimi minuti, ci sta come yellow-comedy, ma che a un certo punto uno si chieda cosa si sia perso, oppure se abbia dormito per mezz'ora perché non ci si raccapezza più, è un po' troppo.
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Pinhead80 24/2/15 10:41 - 2988 commenti

Questa trasposizione cinematografica del libro di Daniel Pennac convince abbastanza. Dico abbastanza perché non è assolutamente facile riuscire a riproporre sullo schermo le atmosfere bizzarre che lo scrittore riesce a creare con facilità sulla carta stampata. La fruizione dell'opera è facilitata se si conosce il soggetto che viene trattato. Grande Emir Kusturica che si cimenta come attore, dimostrando di essere un artista poliedrico.
I gusti di Pinhead80 (Documentario - Fantascienza - Horror)

Xamini   12/1/14 19:45 - 805 commenti

Non sono solito digerire le riduzioni cinematografiche e la mia memoria labile potrebbe tradirmi (dato che ho letto il testo diversi anni or sono), ma questo lavoro mi è andato davvero a genio. Non è facile trasporre Pennac, ma credo che lo spirito ci sia tutto: quella mescola curiosa tra surreale, dolceamaro, frizzante, rosa. I personaggi sono tutti registrati a puntino (con una zia Bérénice che farebbe innamorare chiunque), la regia è precisa, la fotografia più che adatta e il ritmo molto buono. Ci siamo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il dialogo tra Benjamin e zia Julia mentre tutto attorno...
I gusti di Xamini (Commedia - Drammatico - Fantastico)