La distribuzione italiana cercò di sfruttare la presenza della Mercier apparentando il film alla fortunata saga di Angelica con cui in realtà non ha nulla a che vedere.
Non siamo nella Framcia del Re Sole ma nell'Africa postcoloniale degli anni '60, dove la figlia di un magnate della finanza parigina si reca per recuperare il fratello, un ex collaborazionista dei nazisti lì rifugiatosi. Banale nel mix di avventura e di dramma psicologico, il film trova qualche bel momento nella descrizione del torbido ambiente del villaggio sahariano, rifugio di relitti, criminali e avventurieri di ogni sorta. Bravo Daniel Gelin, come sempre sopra le righe Valentina Cortese, da cardiopalma la splendida Michèle Mercier.
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