A Besançon, durante il periodo di occupazione nazista, il rapporto di attrazione passional-spirituale tra una giovane vedova ed un sacerdote convinto della sua missione. Uno dei più sottovalutati film di Melville, il cui già caratteristico stile ieratico è propedeutico all'innesto di una sotteranea ma palpabile tensione sensuale. Tra Dreyer e Bresson, il regista è bravo a far emergere la complessa psicologia dei due personaggi con un mirato lavoro di sottrazione. Belmondo e Riva straordinari nel rivelare le ambigue ambivalenze dell'anima e della carne.
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