MATRIMONIO A PARIGI
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TREND CRITICA/PUBBLICO:


GIUDIZIO UTENTI:
Cliccate sul nome del critico (sotto il riquadro con il suo giudizio) per leggere in basso la sua dissertazione.Fa uno strano effetto, questo MATRIMONIO A PARIGI. Come se una volta toccato il fondo, proseguendo, si sia potuto raggiungere un nuovo orizzonte della commedia casereccia, che come d'incanto si riallaccia a quella perduta delle produzioni a zero budget d'un tempo con una sceneggiatura di quattro righe affidata all'estro improvvisativo dei comici di turno. La coppia Boldi/Izzo tenta in qualche modo di dare una direzione (che non esiste) alla storia, ma intorno a loro i Ceccherini, le Barbera, gli Enzo Salvi folleggiano a ruota libera senza minimamente tentare di contenersi. Càpita così che Ceccherini, in particolar modo, appaia più delirante del consueto fino al punto di irridere quasi il suo stesso ruolo, rendendosi conto della pochezza generale e lanciandosi in trivialità esagerate che tuttavia hanno l'effetto di apparire sincere e di conseguenza spassose, a differenza di quando in altre occasioni si sforzava di restare nel personaggio. La Barbera, piaccia o non piaccia, conferma una spontaneità che le permette di stravolgere la lingua come d'abitudine senza imbarazzare per la vetustà di certi giochi di parole, Salvi piazza ancora qualche gag coatta d'effetto mettendoci come sempre molto del suo nel salvare ciò che difficilmente è salvabile. E a confermare un clima a tratti quasi surreale ci si mette Paola Minaccioni che, nel ruolo della promessa sposa di Boldi, contribuisce a svicolare dal prevedibile con risposte talvolta spiazzanti e folli in romanaccio spinto. Se ci aggiungiamo la presenza di Rocco Siffredi (sua la battuta migliore, in duetto con Ceccherini davanti alla tour Eiffel) l'effetto da oggetto poco identificato del nostro cinema aumenta. La povertà dell'insieme risalta a più riprese: Boldi e Izzo giocano a fare la versione vacanziera dei Totò e Fabrizi dei TARTASSATI senza convinzione (il primo visibilmente stanco, il secondo alle prese con un personaggio dagli scarsi sbocchi comici), i loro figli intrecciano l'immancabile love-story all'acqua di rose tra modelle e colpi di fulmine giusto per non dimenticarsi che il break giovanilistico non può mancare (con tanto di Diana Del Bufalo direttamente dagli “Amici” della De Filippi); Raffaella Fico vince a mani basse il premio di personaggio più inutile inserito in un film mentre una Parigi cartolinesca fa da sfondo anonimo alle scorribande dei nostri tra party, corse in taxi e gite in battello. Sarebbe stato meglio invece sfruttare di più l'idea di Boldi re delle televendite da tv privata (Tele Lecco), buttata lì un po' come tutta la sceneggiatura, che svela presto l'inconsistenza del plot dando il via alle incursioni a turno dei tanti comprimari. A Boldi tocccano gag sempre più imbarazzanti: il cane che lo lecca lì da sotto un tavolo, la maschera di Pinocchio appoggiata a naso in su proprio sulla sua sedia prima che lui arrivi... Nel riciclare trovate davvero improponibili credendo forse siano ancora necessarie per compiacere un certo pubblico, Claudio Risi oltrepassa il cattivo gusto ed entra suo malgrado quasi nella parodia, sortendo effetti impensabili, da anarchia comica pura, chiudendo con un matrimonio inserito tremendamente a forza per giustificare il titolo, prosecuzione di un filone di (relativo) successo.
il DAVINOTTI
TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/10/11 DAL BENEMERITO MARKUS
SUCCESSIVAMENTE DAVINOTTATO IL GIORNO 22/10/11
SUCCESSIVAMENTE DAVINOTTATO IL GIORNO 22/10/11
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Galbo
15/2/12 4:56 (Commedia - Drammatico) - 7709 commenti
Ogni commedia con Massimo Boldi ha il raro dono di stupire in negativo, e fare rimpiangere (il che è quanto dire) quella precedente. Questo matrimonio a Parigi, del film (nel senso stretto del termine) non ha quasi nulla; è piuttosto una raccolta di sgangherate esibizioni di un gruppo di "guitti" che si affidano al mestiere per strappare qualche risata al malcapitato che si sia cimentato nell'impresa di assistere alle loro performances. Quasi mai riescono nell'impresa ma è commovente il loro tentativo di provarci. Vaccata.
Puppigallo
23/10/11 8:25 (Comico - Fantascienza - Horror) - 3286 commenti
Sarà che io e la commedia sbracata all'italiana non siamo mai andati d'accordo e che questo genere di film è stato da me abbandonato da un pezzo (salvo qualche inutile tentativo di riconciliazione), ma qui l'odore acre e pungente della mostruosa vaccata senza ritegno è quasi tangibile. Boldi è ormai un malcopiato Fantozzi milanese in fase terminale (naso di maschera nel sedere; vecchia che vola; cagnolino scambiato per altro...insomma, gag tremende) e il minestrone di attorucoli che lo accompagna è tra il pietoso e l'ultima spiaggia comica che nessuno vorrebbe visitare (Ceccherini...).• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Memorabile è il coraggio di proporre un simile film senza un minimo di pudore filmico: "Materassi in puro lattice suino... l'abbiamo solo noi".
Markus
22/10/11 7:52 (Commedia - Erotico - Giallo) - 1280 commenti
Farsa alquanto scialba ma genuina. La sceneggiatura è sfilacciata ed è tutto in mano a un gruppo d’attori che "interpretano" personaggi assolutamente caricaturali e inesistenti nella vita reale (vedere questi pagliacci gesticolanti in giro per la città è molto divertente). In codesto delirio salvo i più fantasiosi - diciamo così - ovverosia la Barbera e Ceccherini. Una Parigi stereotipata (è giusto così) fa da splendida cornice, ma non è assolutamente funzionale al racconto. La parte giovanilistica è affidata a Diana Del Bufalo (Amici).
Gugly
7/10/12 1:45 (Commedia - Horror - Teatro) - 780 commenti
Un film inimmaginabile, tra montaggio (?) tirato via, una storia che non esiste e gli attori... Boldi sembra un clone milanese di Fantozzi, ma all'ultimo stadio (gag davvero assurde e triviali, come quella del cane), la Barbera con i suoi nonsense, Ceccherini che sembra (è?) un matto. Izzo sembra il meno peggio, ma poi si veste da donna e si allinea al resto della ciurma, in cui viene tirato dentro a forza Enzo Salvi nel ruolo di un tassista abusivo (a Parigi!!!). Presenza cult e indefinita di Siffredi.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Ceccherini e il manichino che funge da bambola gonfiabile (e ho detto tutto).














Inaccettabile vaccata!
Filmaccio, ma qualcosina da salvare c’è
Mediocre, ma con un suo perché
Non male, dopotutto
Quello che si dice un buon film
Davvero notevole!
Grande esempio di cinema
Un film straordinario, quasi perfetto!
Capolavoro assoluto (e ce ne sono pochi!)
/
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La casa