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ADDIO ALLE ARMI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)


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Galbo 25/6/10 14:44 - 9790 commenti

Dal celebre romanzo di Hemingway, il classico "polpettone" realizzato con l'intento di piacere ad un vasto pubblico (ma commercialmente fu un flop); per raggiungere l'obiettivo furono adoperati un regista di fama ed un prestigioso cast internazionale. Ne risulta però un film lungo e tedioso, nonchè privo di personalità che neanche i bravi attori riescono a risollevare.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Daniela 16/11/10 13:05 - 6548 commenti

Polpettone sentimentale, ma non diversamente da altre pellicole baciate dal successo, mentre questa portò alla rovina il produttore Selznick, nonostante la regia professionale di Vidor, la fotografia eccellente, i paesaggi naturali grandiosi, l'intreccio di nobile origine letteraria. Eppure non funziona, fra Rock e Jones non c'è alchimia ed i loro prolissi intermezzi amorosi - fra titubanze e strazi - finiscono per annoiare. Nel ricco cast, meglio un insolitamente contenuto Sordi che De Sica, relegato ad un ruolo risaputo e macchiettistico.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Nando 22/6/10 22:03 - 3100 commenti

Kolossal americano di eccessiva lunghezza in cui si ripercorrono le gesta sentimentali, ambientate durante la grande guerra, tra un soldato americano ed un'infermiera inglese. Cast di grande spessore che annovera financo un teatrale De Sica ed un serioso Sordi. Tuttavia l'eccessiva lunghezza e l'evidente manierismo penalizzano la narrazione.
I gusti di Nando (Commedia - Horror - Poliziesco)

Mark 25/2/11 17:32 - 232 commenti

La trasposizione letteraria dal libro al film non esiste, si tratta semplicemente di mera trascrizione. I dialoghi infatti sono infarciti di luoghi ed espressioni comuni, libresche, prive di quel realismo coevo che avrebbe dovuto rendere la quotidianità del primo conflitto. Non ritroviamo certo l'angolazione critica di Rosi, ma neppure una degna di riscattare l'estenuante lunghezza della pellicola dal melodramma a qualcosa di più dettagliatamente cronachistico o autenticamente storico.
I gusti di Mark (Giallo - Poliziesco - Thriller)