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A TEMPO PIENO

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A tempo pieno
Titolo originale:L'emploi du temps
Dati:Anno: 2001Genere: drammatico (colore)
Regia:Laurent Cantet
Cast:Aurélien Recoing, Karin Viard, Serge Livrozet, Jean-Pierre Mangeot, Monique Mangeot, Nicolas Kalsch, Marie Cantet, Félix Cantet, Maxime Sassier, Elisabeth Joinet, Nigel Palmer, Christophe Charles, Didier Perez, Olivier Lejoubioux, Pauline De Laubie
Note:Vincitore del Leone d'oro a Venezia nel 2001.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/12/10 DAL BENEMERITO REBIS

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Galbo 22/8/11 19:17 (Commedia - Drammatico) - 7706 commenti

Pochi registi come Laurent Cantet riescono a fotografare gli attuali disagi sociali, in questo caso la perdita del lavoro e la necessità/bisogno di mentire alle persone care. A tempo pieno è una delle opere migliori del regista che si affida a una bella sceneggiatura e ad un ottimo protagonista come Aurélien Recoing che rende al meglio le diverse sfaccettature del personaggio.

Daniela 31/3/12 9:20 (Azione - Fantascienza - Thriller) - 3107 commenti

Un uomo che ha paura: di non dimostrarsi all'altezza delle aspettative, di non riuscire a mantenere nel benessere la sua famiglia, di apparire un fallito agli occhi degli amici. Ed allora mente, si inventa una vita parallela in cui tempo "guadagnato" e tempo "perso" coincidono. Cinema minimalista negli eventi, massimalista nelle emozioni, coinvolgente perché solo chi è molto intelligente o molto stupido non hai mai provato una sensazione di inadeguatezza. L'epilogo non è sanguinoso come ne L'avversario, ma ugualmente disperato.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il lungo primo piano di Recoing (interprete straordinario) che ascolta l'interlocutore nel colloquio di lavoro.

Rebis 22/12/10 17:53 (Drammatico - Horror - Thriller) - 1334 commenti

Apparentemente Vincent ha un impiego all'ONU come funzionario internazionale. In realtà è disoccupato da oltre tre mesi. Apparentemente "L'emploi du temps" è un film sulla disoccupazione. In realtà è un film sulle apparenze. Il tempo che "impieghiamo" è la forma che indossiamo, il requisito sociale richiesto per essere ciò che non siamo. Dietro l'inganno preme una libertà oltraggiosa e inalienabile. Filosoficamente parlando, il punto di vista scelto da Cantet ti spalanca il cervello. Opera intimista, densissima, misurata. Aurélien Recoing, mentre si spoglia da ogni innocenza, mette i brividi.

Ishiwara 20/8/11 20:53 (Animazione - Commedia - Drammatico) - 214 commenti

La perdita del lavoro nascosta alla famiglia diventa la causa di una catena di bugie che si autoalimenta, rendendo l'intera vita del protagonista una sorta di illusione ingestibile. Forse eccessivamente lungo, il film riesce comunque a mantenere la necessaria tensione nella vicenda, con il punto di rottura che sembra non arrivare mai. Davvero perfetto il finale con un Recoing estremamente convincente (del resto ottimo per tutta la durata del film). Una sceneggiatura ben costruita, ma soprattutto un'ottima messa in scena. Merita la visione.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La confessione al nuovo socio; il ritorno dalla baita nella neve; il finale.