IL PROFETA
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/3/10 DAL BENEMERITO JANDILEIDA
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Galbo
29/3/10 4:50 (Commedia - Drammatico) - 7711 commenti
Un buon fim di ambientazione (prevalentemente) carceraria. Lo spunto non è sicuramente originale ma sono degni di nota il realismo con cui viene rappresentata la vita dietro le sbarre e la veridicità dell'ambientazione. La regia predilige un racconto scarno e quasi di impostazione documentaristica che connota il film positivamente. Ottima la prova degli attori.
Pigro
20/10/12 8:26 (Drammatico - Fantascienza - Musicale) - 5861 commenti
Formidabile film carcerario di 2 ore e mezzo (che volano via), imperniato su un eroe fragile e scaltro (un eccellente Rahim), tra crudo realismo e lampi visionari. Non è solo la lotta per la sopravvivenza dentro un carcere, tra il clan dei corsi e quello degli arabi, ma una storia di formazione (criminale) che trasforma lo sprovveduto e spaurito ragazzo entrato nel carcere-mondo in un uomo capace di vincere le avversità, giocando sporco, in linea con le regole di quel mare di trabocchetti che, come l’eroe delle fiabe di Propp, deve attraversare.
Puppigallo
9/5/10 0:02 (Comico - Fantascienza - Horror) - 3287 commenti
Evidentemente, quando si entra in carcere, oltre agli effetti personali bisogna lasciare anche la coscienza. Questo è ciò che si evince da una simile pellicola. E quando la coscienza riesci a portartela dentro di nascosto, ci pensa qualcun'altro a strappartela a forza, precipitandoti in un gorgo dove, se ti va bene, diventi peggiore di chi ti sta attorno; e se ti va male, un cadavere. E' la storia del protagonista, che riesce a fare di necessità virtù, spazzando via quasi tutta l'umanità che aveva, a parte qualche rigurgito con l'amico fraterno e la sua famiglia (il bambino). Notevole.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La fine del poveretto che doveva testimoniare (il ricordo non abbandonerà il protagonista); La figura di Cèsar Luciani (boss carcerario).
Cotola
28/8/12 20:49 (Drammatico - Gangster - Giallo) - 4825 commenti
Conferma e consacrazione del grandissimo talento di Audiard. All'inizio sembra il solito film carcerario ma ben presto imbocca sentieri differenti. Audiard si conferma
bravissimo nello scrivere storie ricche, complesse e coinvolgenti e nel tratteggiare dei personaggi (dai più ai meno importanti) sempre interessanti. Ma ciò che più colpisce è, come in altri suoi lavori, la progressione drammaturgica del narrato e quella psicologica dei personaggi che è ancora una volta molto verosimile. Dolente, spietato e bellissimo. Da vedere in originale per apprezzare il corso. Chapeau.
Daniela
26/12/10 9:40 (Azione - Fantascienza - Thriller) - 3114 commenti
Il diciottenne Malik, condannato a 6 anni per aggressione ad un poliziotto, imparerà ben presto sulla sua pelle le regole del gioco e, adottando un basso profilo, riuscirà ad utilizzarle a suo vantaggio. Romanzo di formazione criminale di implacabile realismo (l'unica presenza "aliena" ha una sua precisa ragion d'essere narrativa) che non sfugge agli stereotipi del filone carcerario, ma li usa per raccontare altro, in modo tale che la prigione diventa microcosmo rappresentativo della società intera che la circonda. Bello e duro, senza fronzoli• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il primo omicidio che è anche una prova di iniziazione: effettuato in modo "artigianale", atroce.
Rebis
31/3/10 15:12 (Drammatico - Horror - Thriller) - 1334 commenti
Internare l'esterno, esternare l'interiorità. Il carcere non già come luogo di alienazione, ma come cellula strutturale, preambolo, svezzamento alla logica licantropica dell'umano; il carcere come apprendistato, iniziazione per sondare i roventi fondali dell'esistenza e dominarli. Così Malik, Leviatano novello, padroneggia l'abisso: con una preveggenza che è solo esattezza intuitiva, comprensione profonda dell'esistere. Un cinema robusto, spavaldo, che entra di petto nei recessi malavitosi e manipola il sordido senza pregiudizi, elevandolo al rango di esemplarismo etico. Impetuoso.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'omicidio e il suo residuato psichico; la corsa dei cerbiatti in sogno; il massacro assordante...
Capannelle
21/5/10 9:56 (Commedia - Sentimentale - Thriller) - 2290 commenti
Bastano i primi 30 minuti ad accompagnare lo spettatore dietro le sbarre con spietato realismo. Poi l'attenzione si sposta sull'evoluzione di Malik e lo fa componendo con lucidità i tasselli di un risiko carcerario multietnico (con gruppi specchio della società) e multispazio (dentro o fuori, che differenza fa?). Ottimo lavoro registico, portato avanti senza concessioni alle scene madri tipiche del genere e scegliendo attori che non fanno una piega. In tutti i sensi.
Cangaceiro 3/4/12 17:58 (Commedia - Gangster - Western) - 896 commenti
Inizio da carcerario vecchio stampo, con i luoghi comuni del caso messi in fila in modo tosto, efficace. Dall'omicidio su commissione si prende un'altra (e brutta) piega tra un bailamme di doppi giochi, scene allucinogene, citazioni coraniche e una sfilza di personaggi insignificanti come pupetti del subbuteo. Il protagonista sta un po' qua e un po' là, come meglio gli fa comodo, per questo non smuove la minima empatia come il suo "padrino", tra i più squallidi mai visti al cinema. Dedicato per lo più a un pubblico arabo perché il focus volge al medioriente.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il già menzionato omicidio da "dentro o fuori"; terribili quei minuti con la lama in bocca...
Nando
9/10/11 14:27 (Commedia - Horror - Poliziesco) - 2002 commenti
La dura vita carceraria di un giovane condannato a 6 anni. Uno spaccato freddo e refrattario realizzato con valido mestiere in cui la violenza e l'assoluta mancanza di etica regnano sovrane. Il taglio, sovente, appare semidocumentaristico ma mantiene costante l'efficacia. Bravi gli interpreti a cominciare dal protagonista.
Saintgifts
2/1/11 22:35 (Drammatico - Giallo - Western) - 1675 commenti
In carcere e nella vita vincono l'intelligenza e il coraggio. A maggior ragione in carcere dove, se si sbaglia, probabilmente non c'è una seconda chance. Il film inizia in modo convenzionale in carcere, un microcosmo dove tutti, carcerieri compresi, cercano di sopravvivere ricavando qualcosa. Il protagonista è molto giovane, analfabeta ma sveglio e "profeta". Regia concisa ed efficace, pochi buchi, tensione ben creata, ambiente e personaggi costruiti con realismo. Una riflessione: il carcere convenzionale, così com'è, non serve.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La cognata di Malik aspetta Malik all'uscita dal carcere: fa freddo e Malik: "Sì, non è un buon giorno per uscire".
Giùan
17/5/11 14:35 (Commedia - Horror - Thriller) - 1415 commenti
Mescolando bildungsroman e racconto carcerario, Audiard tratteggia magistralmente la storia del "cucciolo" Malik (il perfettamente atono Tahar Rahim) che entra indifeso e solo nell'inferno della vita e, forte della sua sola istintiva intelligenza di sopravvivenza, impara a camminare cinicamente sulle proprie gambe, uccide il padre (indimenticabile il sempiterno ghigno di Arestrup) e si "scopre" nato con le profetiche stimmate del comando. Da leggere anche in prospettiva sociologica: la capacità d'adattamento dei nuovi immigrati. Straordinario.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'assasinio del testimone da parte di Malik: iniziazione profeticamente intrisa di sangue.
Piero68
20/2/12 8:34 (Azione - Fantascienza - Poliziesco) - 1130 commenti
C'è poco da fare: quando i francesi ci si mettono davvero, sono capaci di confezionare piccole perle come questa. Prison-movie di un realismo impressionante e coinvolgente. Ottima la sceneggiatura e la regia che pretendono un film esseziale, diretto e senza fronzoli. Ma è anche la prestazione del cast che fa grande questo film. Su tutti ovviamente il protagonista Tahar Rahim. Ma anche tutti gli altri (come il boss corso) sono assolutamente credibili e calati nella parte. Ottima anche la colonna sonora.
Mickes2
8/10/12 7:42 (Erotico - Fantastico - Western) - 1015 commenti
Epopea esistenziale di un microcosmo; fulgida rappresentazione di un’ascesa nel mondo del crimine. Il magma di lingue si districa tra le azioni e i pensieri in una gestione corale e funambolica intrecciata a mo’ di ragnatela psicologica dove cane mangia cane e solo il più intelligente prevale. Formazione che pone le sue basi nell’umiltà, nell’attenzione alle possibili conseguenze, più che al gesto momentaneo. Poderoso l’apporto registico che documenta il reale intensificando lo sguardo tra gli anfratti onirici e coscienziosi dell’uomo, di una società.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il primo omicidio.
Didda23
22/10/10 19:42 (Commedia - Drammatico - Thriller) - 955 commenti
Film non molto originale, ma davvero godibile, soprattutto se visto in lingua originale. Il personaggio di Malik è davvero interessante: dotato di una buona dose di carisma e capacità di adattamento (dovuta al fatto di essere arabo-francese) riuscirà a riemergere dagli inferi della prigione, ma a caro prezzo. Lo stile è molto realistico, curato. La sceneggiatura è gradevole, essenziale, onesta. Il risultato finale è tutto sommato buono.
Gestarsh99 31/1/12 22:30 (Horror - Poliziesco - Thriller) - 897 commenti
Ciò che nella forma appare come "semplice" cinema carcerario si rivela nella sostanza una silenziosissima e implacabile mini-epopea criminosa sotto il segno dell'umiltà metodologica: uno schiaffo di Anagni senza appello al mito depalmiano di Scarface. Anche Malik ha le sue cicatrici, un passato sconosciuto e la voglia di sovvertire le gerarchie, ma a differenza di Tony Montana ha un dono in più straordinario: la lungimiranza. Un "guardare oltre" e procedere per gradi realistici, lontano da clangori sfarzosi e protagonistici, proprio come il savio "est modus in rebus" sussurra da sempre.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'ineccepibile "screwjob" coi controfiocchi servito in ultima battuta da Malik al boss corso Luciani.
Ale nkf
14/2/11 12:39 (Commedia - Giallo - Poliziesco) - 762 commenti
Notevole film che denuncia la malavita nelle carceri. La pellicola è confezionata molto bene (il protagonista Malik, un diciottenne condannato a sei anni di carcere, è ben caratterizzato) ed è ricca di eventi simbolici (Malik che sogna il testimone che ha ucciso avvolto dalle fiamme). La regia è efficace e riesce a creare una buona suspance.
Jandileida
17/3/10 19:15 (Azione - Drammatico - Guerra) - 602 commenti
Veramente un bel film il quinto lungometraggio del francese Audiard (guistamente trionfatore ai César). Tra corsi (fantastico sentire parlare questa piccola lingua), arabi, amici, nemici e attività losche, il giovane Malik (un bravissimo Tahar Rahim) compirà la sua iniziazione criminale all'interno di un carcere dove era entrato da sbarbatello analfabeta. Secca e asciutta la regia, a tratti dal taglio documentaristico, che rende ancora più reale questo dramma carcerario duro, vero e che non nasconde nulla.
Cloack 77
8/5/12 9:58 (Drammatico - Horror - Western) - 526 commenti
Audiard segue l'evoluzione, la progressiva "costruzione" del protagonista, restandogli a fianco, incollato, evitando di diventare il cantore di questo personaggio. Un personaggio, un protagonista che non "emerge" e non si erge rispettto al "collettivo"; anzi, diviene il cuore del film per mezzo di una sceneggiatura ad altezza di "carcere". Un cast perfetto, adeguato, adatto, necessario. Altrettanto efficace e fondamentale la regia. Un semi capolavoro.
Pau 7/7/10 8:44 (Giallo - Poliziesco - Teatro) - 125 commenti
Tra dramma carcerario e romanzo di formazione, la cruda parabola di Malik, delinquentello d'origine araba capace di reinventarsi boss durante il carcere (da autentico self made man), colpisce lo spettatore perché unisce felicemente l'efficacia di una narrazione quasi classica ad una regia lucida, spigliata, mai banale benchè (o forse soprattutto perché) priva di fronzoli. La critica sociale non è mai spiattellata con tono didascalico, ma emerge con forza dal racconto. La sardonica sequenza finale chiude degnamente una vicenda narrata con vigore.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La sequenza del primo omicidio di Malik, in bilico tra la possibilità di una tenerezza solo accennata e l'ineluttabile esplodere della violenza.










Inaccettabile vaccata!
Filmaccio, ma qualcosina da salvare c’è
Mediocre, ma con un suo perché
Non male, dopotutto
Quello che si dice un buon film
Davvero notevole!
Grande esempio di cinema
Un film straordinario, quasi perfetto!
Capolavoro assoluto (e ce ne sono pochi!)
/
Se non c'è il Davinotti, voto più chiaro = meno commenti
- Il film ha uno o più SEQUEL (o film a esso collegati in qualche modo) presenti sul Davinotti
- Il film è un SEQUEL (o un film collegato) di un altro film presente sul Davinotti
- film non concepito per l’uscita nelle sale
- il film è un REMAKE
- il film viene valutato almeno un pallino in più rispetto al voto del Davinotti
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Grindhouse - A prova di morte
Mission: impossible - Protocollo fantasma