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TESTE DI QUOIO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
A metà tra il barzelletta movie all'epoca imperante e la farsa demenziale, TESTE DI QUOIO è prima di tutto un’impressionante passerella di facce note: a partire dai cinque terroristi maldestri del Budo (George Hilton/il capo, poi l’immancabile Andy Luotto, Ugo Fangareggi, Roberto Della Casa, Nando Paone) che sequestrano gli inquilini di una palazzina romana (tra i quali una giovanissima Serena Grandi, Daniela Poggi, Ken Clark più gli “esterni” Christian De Sica e Sergio Di Pinto, il portinaio). Assediati dal cinico comandante Bartoli (Philippe Leroy), dal suo braccio destro (Mauro Di Francesco) e dalle famigerate teste di cuoio, vengono scambiati per pericolosi e irriducibili killer da un interprete incapace (Leo Gullotta). Un'idea semplice che è solo un pretesto per mettere in scena gag più o meno scadenti, all'insegna di una demenzialità spontanea quanto modesta. I più inquadrati sono Leroy e Di Francesco da una parte e i cinque terroristi dall'altra, che parlano in un arabo incomprensibile sottotitolato. Deludente invece il troppo accantonato De Sica che, nella parte di un venditore di tappeti napoletano, omaggia il padre tornando al dialetto di origine ma sbraita a vuoto e interviene di rado. Meglio allora Maurizio Micheli (comprare solo nel finale nel ruolo dell'artificiere zeppo di arti artificiali, geniale quando grida “a destra” mentre indica la sinistra e corre verso destra), Luotto (l’arabo maccheronico è nel suo DNA) ed esilaranti le interruzioni via carrucola della testa di cuoio Howard Ross (catastrofiche come poche). Inevitabili tormentoni (Paolo Baroni che telefona a casa, Marco Messeri inseguito da “mostri”) e le numerose gag copiate male (tutto l’inizio viene dall’AEREO PIU’ PAZZO DEL MONDO)...
il DAVINOTTI

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TomasMilia 28/7/07 16:01 - 157 commenti

Capitani, regista di commedie sofisticate, si trova a dirigere (malamente) uno stuolo di attori e caratteristi in un film che più alla comicità da barzelletta tipica dei successivi film di Massaro, I Carabbinieri e Miracoloni, sembra rifarsi a quella dei fratelli Zucker. Gli attori sono mal utilizzati, De Sica non sembra appartenere a questo film ma lo stesso dicasi per buona parte degli ostaggi. I più in parte sono Leroy (molto macchiestico), Di Francesco e i cinque terroristi. Assolutamente perdibile.
I gusti di TomasMilia (Comico - Commedia - Giallo)