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• ALE & FRANZ: SUSHIDIAMOCI

All'interno del forum, per questo film:
• Ale & Franz: Sushidiamoci
Dati:Anno: 2009Genere: teatro (colore)
Regia:Leo Muscato
Cast:Alessandro Besentini, Francesco Villa
Note:Spettacolo del 23 ottobre 2009 al Teatro Smeraldio di Milano. Scritto con Martino Clericetti, Rocco Tanica, Antonio De Santis, Fabrizio Testini. Alessandro Besentini e Francesco Villa sono noti come Ale e Franz.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/10/09 DAL DAVINOTTI
Un ottimo spettacolo, il “Sushidiamoci” di Ale & Franz. Vispo, vivace, con pochi momenti morti, la riproposizione di personaggi sempreverdi (i due sulla panchina sono ancora una volta insuperabili, i gangster con cui i nostri si congedano ripropongono giochi di parole davvero esilaranti) e un ritmo elevatissimo. Senza chissà quali pretese, Ale & Franz portano in scena uno spettacolo apparentemente semplice, di facile lettura, ma allo stesso tempo contraddistinto da un umorismo raffinato, che colpisce quasi sempre nel segno e offre una decina di scenette altamente godibili. La prima vede i due in Paradiso, in attesa della chiamata che svelerà loro in cosa dovranno reicarnarsi: begli scambi e la dimostrazione di quanto Ale & Franz siano affiatati (anche se lo script non è magari così originale). Con i due padri in sala parto in attesa dei rispettivi figlioli si ripropone sostanzialmente lo sketch della panchina a ruoli invertiti: qui è Ale a farci la figura dell’ingenuo. Lo schema, collaudatissimo, funziona alla grande. Del lungo break sulla panchina poco da dire: forse il momento più alto dello show, per quanto possa apparire usurato. Esempio perfetto di comicità semplice quanto efficacissima, dall’effetto garantito. Breve break con il tizio solitario che chiama al telefono “Sos solitudine”, poco più d’una barzelletta tirata un po’ troppo per le lunghe. Piuttosto deludente invece il primo sketch dei due gangster, con i nostri al funerale di Teo a ricordare le gesta del povero amico. Ovviamente si passerà dal trito “era il migliore” a scoprire progressivamente le malefatte del defunto, che proprio uno stinco di santo non era. Idea questa volta veramente un po’ troppo abusata e sviluppata senza la necessaria fantasia. L’aggancio ad Aldo Giovanni e Giacomo, già a loro volta titolari di storiche scene in panchina, si completa con la scena dei due vecchi bisbetici al tavolo di scopa: sembra di vedere Giovanni e Giacomo, anche se lo scambio di battute è più fitto e ancora una volta notevole (Ale è perfetto quando straparla fino a perdere la voce). Altro highlight dello show. Poi uno sketch interlocutorio e anche, a prima vista, semi-improvvisato coi nostri che dopo un inizio che nulla c’entra intavolano un botta e risposta da futura possibile coppia gay. Battute anche molto buone ma si scade, a livello di scrittura. Chiusura con Ale & Franz nelle culle, neonati con la possibilità di parlare: conoscono già bene il mondo e ci giocano. Scenograficamente azzeccato (i due sembrano davvero stare in culla), simpatico pur senza raggiungere le vette di altre scene. Il bis è affidato alla coppia di gangster, finalmente in forma come ai vecchi tempi: Gin e Fizz non sbagliano un colpo ed è veramente un piacere ascoltarli. Ale & Franz sembrano due timidi, al confronto di altri grandi del cabaret in teatro, a volte un po’ privi di personalità, ma come coppia non si discute: in pochi riescono a infilare un fuoco di fila di gag tanto serrato. Che siano loro i primi a sottovalutarsi? Perché se si ride, e tanto, come qui, è giusto pensare che i due non siano semplicemente una simpatica coppia comica.
il DAVINOTTI