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LE BICICLETTE DI PECHINO

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Le biciclette di Pechino
Titolo originale:Shiqi sui de dan che
Dati:Anno: 2001Genere: drammatico (colore)
Regia:Wang Xiaoshuai
Cast:Cui Lin, Li Bing, Gao Yuanyuan, Li Shuan, Pan Yang, Xun Zhou, Zhao Yivei, Zhou Fangfei, Li Mengnan, Xie Jian, Ma Juhong, Liu Lei, Li Jian, Zhang Yang, Wang Yuzhong, Hui Wei, Ji Hua, Chang Jiayin, Ren Hougang, Wang Yang, Zhang Lei, Zhang Yu, Zhon Xun, Zhou Fangei
Note:Ispirato a "Ladri di biciclette" di Vittorio De Sica.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/8/08 DAL BENEMERITO MANULELE81

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Pigro 20/8/08 8:45 (Drammatico - Fantascienza - Musicale) - 5914 commenti

Incontro fra un pony express e uno studente per colpa di una bici rubata. Intelligente, raffinato e poetico affresco di una società cinese in grande evoluzione attraverso i volti e le storie di ragazzi (splendidi attori) in bilico fra innocenza e astuzia, fra l’innocenza di un paese millenario e l’astuzia di un libero mercato che allarga il divario fra nuovi ricchi e eterni poveri. Una bellissima storia che reinvente e reinterpreta Ladri di biciclette di De Sica, con l’unico neo delle ripetitive lungaggini sui litigi fra i due ragazzi.

Sibenik 13/4/09 21:02 (Comico - Commedia - Drammatico) - 90 commenti

La Cina che muta pelle: mezzo secolo dopo il capolavoro di De Sica, il cinema cinese espone le contraddizioni della società che cambia, con il rischio concreto di lasciare indietro qualcuno. Il simbolo è la bicicletta, il vero mezzo di locomozione del pueblo. Tra i palazzi in costruzione che si elevano fino al cielo e le insegne che spezzano il grigiore della Pechino made in Mao, due ragazzi conducono una spietata guerra tra poveri, simbolo della società moderna. Antesignano, chissà cosa accadrà ora che anche il PIL dei gialli rallenta un po'...

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'ambientazione è memorabile, soprattutto se il clichè del cinema cinese nelle teste europee era Lanterne Rosse.

Manulele81 11/8/08 18:51 (Animazione - Musicale - Western) - 88 commenti

Appassionato dramma d'impatto neorealista, evidente debitore del capolavoro di De Sica, che racconta la difficile e dolorosa transizione dalla povertà di regime alla ricerca spasmodica di nuove e desolanti ricchezze, dove - come nell'Italia del dopoguerra - la bicicletta è una chimera e il lavoro una disperata necessità. Cattivo e acuto socialmente (e infatti censurato), cinematograficamente valido, anche se non sempre c'è dietro uno stile vincente. Perfetti i protagonisti, osceno il doppiaggio.