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PLAYTIME

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Playtime
Titolo originale:Playtime
Dati:Anno: 1967Genere: comico (colore)
Regia:Jacques Tati
Cast:Jacques Tati, Barbara Dennek, Rita Maiden, France Rumilly, France Delahalle, Valérie Camille, Erika Dentzler, Nicole Ray, Yvette Ducreux
Visite:389
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/7/08 DAL BENEMERITO MATALO!

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B. Legnani 29/7/10 20:58 (Commedia - Giallo - Thriller) - 3216 commenti

Morandini (*****) ne spiega l'insuccesso dicendo che Tati "ha sopravvalutato l'intelligenza del pubblico". Mi ci trovo in pieno, non nel giudizio del critico, ma nel parere del pubblico. Al di là dell’innegabile spirito d’osservazione dell'autore, fa ridere una gag tirata lunga sul fatto che quando uno vuol fare una foto i passanti lo disturbano? Che nel chiudere uno schermo portatile esso si storce? Che chi deve lasciare la macchina non ha mai la moneta per il parchimetro? Il celebrato finale m'ha ricordato Hollywood party, che mi piacque ancor di meno. Lode incondizionata, invece, per la messa alla berlina degli architetti che da decenni ci complicano la vita.

Pigro 6/5/09 9:08 (Drammatico - Fantascienza - Musicale) - 5859 commenti

Giornata parigina per una comitiva di turiste, che incrocia la vita di innumerevoli personaggi in un quartiere ultramoderno. Straordinaria sinfonia di immagini e azioni, con un originale senso dell'umorismo basato sull'osservazione dei gesti quotidiani, orchestrati in rapporto con la 'vita' degli oggetti. Geniale la composizione dell'immagine (quasi sempre in piano lungo) che esalta una coralità in cui ciascun elemento ha peculiarità proprie. Da ricordare gli uffici-monadi, le case di vetro, il ristorante chic che diventa bettola. Incantevole.

Cotola 3/3/10 22:32 (Drammatico - Gangster - Giallo) - 4825 commenti

Uno dei quei film impossibili da raccontare e che andrebbero visti più e più volte per poterne apprezzare appieno tutti i particolari che all'inizio inevitabilmente sfuggono. Dopo una prima parte dalla comicità più trattenuta ma comunque geniale dal punto di vista scenografico, si passa alla seconda (dal ristorante in poi) in cui il ritmo comico cresce sempre di più divenendo alla fine inarrestabile e suscitando tantissime risate. Stile e comicità sono Tati allo stato puro. L'architettura di Tativille è una pura ed inarrivabile fantasmagoria.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Dal ristorante in poi praticamente tutto. .

Daniela 1/7/12 17:01 (Azione - Fantascienza - Thriller) - 3110 commenti

Sinfonia urbana in cui la Parigi canonica, intravista solo di riflesso, lascia il posto ad una città di vetro ed acciaio, popolata da umani in buffa simbiosi con oggetti polifunzionali (la poltrona musicale, l'asta del lampadario e del tram, la maniglia che sostituisce la porta, lo schienale marcatore, lo sgabello box per ubriachi). Mentre Hulot si moltiplica, Tati firma la sua opera più ambiziosa e sfortunata, dove l'osservazione critica della modernità non preclude il saper cogliere la bellezza delle piccole cose (il mughetto). Capolavoro.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La serata inaugurale del ristorante - La rotonda stradale trasformata dall'ingorgo del traffico in una giostra di luna park.

Matalo! 24/7/08 18:46 (Commedia - Gangster - Western) - 1087 commenti

Ogni genio ha un sogno; Tati costruire la sua città, Tativille, colossale, dispendiosa, felicemente inutile metropoli della mente progettata fin l'ultima vite dal genio francese. Playtime è un film che non ha mai un personaggio in primo piano, nemmeno Hulot, perso in una assurda fiera e in lotta con gli elementi della modernità. Tutti gli esseri umani sono piccole formiche nel cuore della vera protagonista, Tativille appunto. Immortale la scena della fiera e quella dell'inaugurazione del ristorante, che vale quanto i disastri di Hollywood party.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La scena del ristorante, le nuvole dei titoli di testa, Tativille.

Belfagor 1/8/10 11:28 (Commedia - Giallo - Thriller) - 1815 commenti

L'immensa Tativille è splendidamente asettica e moderna, ma anziché essere funzionale e a misura d'uomo, si rivela in realtà una gigantesca trappola comica che innesca una sequenza di gag pressoché ininterrotta. Monsieur Hulot questa volta deve affrontare il logorio della vita moderna in questo splendido e colossale film comico, levigato e lucente come il vetro e l'acciaio dei suoi edifici. Una sinfonia di colori freddi il cui vero protagonista è una moderna Metropolis, di cui non posso non adorare la straordinaria architettura.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La scena del ristorante.

Saintgifts 28/3/13 21:20 (Drammatico - Giallo - Western) - 1671 commenti

Se Le vacanze di monsieur Hulot era un film comico (alla maniera di Tati naturalmente), questo è una poesia: una lunga stancante poesia che va vista (letta) con gli occhi esperti e professionali di un attore-professore che sappia cogliere tutte le sfumature racchiuse in essa, al limite con l'ausilio del fermo immagine. Poesia perché riesce a rendere romantiche anche le cose più fredde, o comunque a criticarle con benevolenza, come i lampioni che tagliono il cielo, un enorme mazzo di fiori. Stancante perché in un qualche senso ripetitiva, non fulminea.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Calore nella poesia: il feeling (amore) di Hulot per la bella turista americana.

Mickes2 25/3/13 15:03 (Erotico - Fantastico - Western) - 1013 commenti

Lontani dalle vacue escursioni vacanziere e dritti nel futuro: Tativille, città futurista basata sulla modernizzazione imbevuta nella frenesia, dove il nostro si aggira con quel fare invisibile tra il goffo e il buffo, un signore d'altri tempi che fa i conti col caos odierno. Festival del nonsense e della comicità poetica e intimista per un'opera tecnicamente mostruosa che sottolinea, tramite accurati campi lunghi, una coralità di esistenze nella globalizzazione, cercando però di congelarne il tempo rapportandovi l'importanza delle piccole cose.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La stupenda e parossistica arrembata conclusiva.

Ford 10/8/08 10:42 (Animazione - Commedia - Horror) - 549 commenti

Tati s'indebita pesantemente e costruisce una propria città in cui girare, bellissima, moderna, cinematografica. Non contento decide di girare in 70mm e questo vuol dire altissime spese e grandissime difficoltà di proiezione (e d'incassi); ecco così "Playtime", un kolossal comico: non c'è trama, è solo la vita di una modernissima Parigi, i personaggi vanno e vengono, mai un primo piano (non servono), l'umanità brilla in tutta la sua imprevedibilità nella modernità asettica che li circonda, le trovate comiche di Tati sono di un altro pianeta.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'inaugurazione del ristorante, contenitore di una serie ininterrotta di gag incredibili.