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L'AMORE è PIù FREDDO DELLA MORTE

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L'amore è più freddo della morte
Titolo originale:Liebe ist kälter als der Tod
Dati:Anno: 1969Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia:Rainer Werner Fassbinder
Cast:Rainer Werner Fassbinder, Ulli Lommel, Hanna SChygulla, Katrin Schaake, Kurt Raab, Hans Hirsghmuller, Peter Berling, Howard Gaines, Ingrid Caven, Gisela Otto, Yaak Karsunke
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/6/08 DAL BENEMERITO HOMESICK

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Pigro 19/9/12 7:31 (Drammatico - Fantascienza - Musicale) - 5851 commenti

Esordio personalissimo di Fassbinder con un film spietato sulle relazioni e le dinamiche di potere e sfruttamento che riecheggia Il fidanzato di Straub (la carrellata notturna). Il pappone, la prostituta e l’amico, che progettano una rapina, si stagliano (spesso in inquadrature frontali) in paesaggi domestici e urbani di un chiarore abbacinante. Gesti, parole, silenzi, azioni sono stilizzate, artificiose, teatrali; le sparatorie non hanno sangue, come in un gioco di bambini. Bellissima la prima scena, quasi pinteriana, nello scantinato, così come il girovagare musicale nel supermarket.

Homesick 23/6/08 10:42 (Giallo - Horror - Western) - 4260 commenti

Primo lungo di Fassbinder. Girato con budget ridottissimo, trae spunto dalle atmosfere del noir di Melville per creare invero una storia di rapporti interpersonali tra malavitosi tramite quella variante (omoerotica) del classico triangolo “lui-lei-l’altro” che ritornerà in Rio das Mortes. Pur scarno e naif, lo stile è efficace, dominato da lunghi silenzi, interminabili carrellate, ellissi, tocchi d’ironia e una fotografia dal biancore abbacinante. Belle musiche del fido Peer Raben.

Cotola 5/4/11 22:04 (Drammatico - Gangster - Giallo) - 4824 commenti

Al suo esordio, Fassbinder cerca di ricreare le atmosfere da noir melvilliano (riuscendoci solo in parte) contaminandole con qualche iniezioncina di nouvelle vague ma già ricercando uno stile personale (scabro ed essenziale) che contraddistinguerà la prima parte della sua carriera. Da notare anche la grande importanza data alla fotografia che sarà fondamentale per tanti film futuri del grande regista tedesco nonchè alla mdp ed ai suoi movimenti.

Giùan 29/6/12 20:52 (Commedia - Horror - Thriller) - 1415 commenti

Grande titolo per un esordio al lungometraggio che è in verità niente più che un esercizio di stile, un saggio di apprendistato registico. Fassbinder, dopo due corti, gira questo noir (terreno privilegiato di ogni sperimentazione metacinematografica e di qualsivoglia slittamento di senso) nel quale già si affacciano alcune delle sue tematiche privilegiate: la dipendenza (an)affettiva, l'omosessualità, il ruolo centrale della donna. Troppa attenzione però è distolta dalla composizione delle inquadrature e dai movimenti della mdp. Hanna Schygulla già turba.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'abbacinante b/n.